Conoscere Conversano, Storia, Arte e Cultura

Conoscere Conversano

Una nuova borgata chiamata casale Cupersanem rinacque sulle vestigia di Norba, intorno al V secolo, e grazie alla discesa dei normanni, intorno all’XI secolo, Goffredo d’Altavilla la denominò comes Cupersani, facendone il centro di quella contea che si estenderà da Castellana a Polignano a Mare sino alle porte di Brindisi e Lecce.

Da questa datazione (1054 circa), e per i 4 secoli a segiure, vediamo avvicendarsi diversi blasoni: dagli Altavilla ai Bassavilla i Brienne (Gualtiero IV di Brienne fece erigere il “casal vecchio” nel 1338) i d’Enghien , i Lussemburgo, che contribuirono anche all’ampliamento del castello. Siamo intorno al 1422 e la contea passò agli Orsini, poi a Giovanni Antonio Orsini del Balzo (Principe di Taranto e duca di Bari) che, nel 1455, la dette in dote alla figlia Caterina andata in sposa a Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona duca d’Atri e conte di Teramo. Inizia così il susseguirsi dei conti aragonesi in Conversano (19 in 4 secoli), tra un distinguo di eroismi e tresche amorose, fino a giungere a Girolamo II D’Aragona, VII duca di Nardò, conte di Castellana e XXXII conte di Conversano, più comunemente conosciuto come “Guercio delle Puglie”, croce e delizia della contea (vedi jus primae noctis, da cui il nomignolo dei conversanesi: figli del conte). Costellato da molte leggende, il “Guercio”, tenne in “scacco” la contea per circa 40 anni ( 1626 – 1645). Nota vicenda di Conversano è l’incendio del municipio del 1886, frutto delle angherie dei “signorotti” locali nei confronti del popolo, bistrattato e sempre sottomesso.
Si giunge al 1921, e, con Giuseppe Di Vagno, assassinato dagli squadristi fascisti, in quel di Mola, si segna una pagina importante e triste del nostro paese.
Rinata dall’oppressione fascista, Conversano, è oggi una ridente cittadina forte del suo senso civco e soprattutto culturale, che ne fanno meta di studi, ricca di opere e di arte e, come abbiamo visto, di storia, di cui, oggi, tutti noi ne siamo testimoni.